De Compositione

De Compositione

Studio site-specific su Amleto

decomporsi un po’ per trovare il varco e iniziare a comporre

 

STANZA NUMERO SEI | Ofelia: bottiglie vuote, edera, farmacia

 

Da Shakespeare a oggi cosa siamo diventati? Cosa sono diventati quei tipi, caratteri o personaggi, potenti icone senza tempo, che si confrontano con l'adesso, con il qui e ora dell'attore, con il qui e ora del pubblico? Forse urlano una vendetta che è salvezza di se stessi alla vita e al teatro, urlano gioia e rivoluzione senza sosta, urlano la loro trasformazione, la danzano, la mischiano nella relazione nuova con lo spettatore, nel classico contemporaneo che muta nel momento stesso in cui si manifesta.

STANZA NUMERO CINQUE | Becchini: ampiezza, terriccio, lettino-bara

 

Amleto di William Shakespeare, testo feroce e splendente (che proprio come lo spettro del re Amleto si rivela e repentinamente scompare lasciando a chi resta il compito arduo di onorare il proprio ruolo), è la geografia poetica che attraversiamo. Un testo potente che gioca il doppio specchio del teatro e della vita, utilizzando per metafora la pazzia: pazzia/verità, pazzia/rivelazione, pazzia/libertà, pazzia/teatro. La traduzione scenica muove i suoi passi perseguendo lo stesso luminoso obiettivo della traduzione di Cesare Garboli presa come riferimento, ovvero fedeltà e libertà, viatico prezioso per l’incontro con l’autore. Ecco dunque il testo, ecco noi stessi: ci interroghiamo sulle parole, sulla sottile e inafferrabile a-cronologia che ce le rende tanto misteriose e al tempo stesso così note e popolari. Lo studio nasce dunque da un percorso di destrutturazione, “decomposizione” e successiva composizione a più livelli artistici. La composizione è qui intesa da un punto di vista teatrale, fotografico, architettonico e chimico in senso lato (come distribuzione di componenti in una miscela); l’opera trasfigurata in un contesto spaziale che ne esalti e deformi gli aspetti peculiari nonché più complessi e indecifrabili.

 

STANZA NUMERO QUATTRO | Gertrude: stanza specchi

 

"Tu mi spingi a guardare in fondo all’anima. Ci sono macchie, là, incrostate, che nessuno può togliere."

 

Guida e maestro di tale processo sono state le opere di Escher, le sue costruzioni impossibili e deformazioni geometrico/spaziali (per i concetti più o meno concreti di “infinitezza”), e alcuni dei quadri di Kandinskij (per le relazioni tra luce, forma, colore e movimento). Ha preso così forma l’idea di uno sviluppo maggiormente plastico dell’opera, che coinvolgesse in modo significativo l’utilizzo di installazioni video/fotografiche in contesti architettonici specifici. L'urgenza che ne deriva è quella di uno spettacolo teatrale in stretta relazione dialogica e dinamica con spazi non teatrali e luoghi liminali individuati in tutta Italia, in cui allestire la tragedia e le sue stanze, investendo i luoghi stessi del ruolo di attore, significante e significato di quanto vi accade. Gli attori nei panni dei personaggi/icone del testo shakespeariano diventano dunque abitanti in movimento del luogo diventato dimora; il pubblico attraversa gli spazi di una installazione teatrale, ne è coinvolto, invitato a partecipare a questa festa tragicomica dell’esistenza, scegliendo se entrare a far parte del quadro, o restare a osservare quanto accade. Immaginiamo dunque foyer, edifici, biblioteche, chiese, camere, corridoi e scale che diventano teatro, ora animandosi della presenza di attori, ora soltanto di immagini, oggetti, disegni di luce e geografie visive, mentre gli spettatori li attraversano.

STANZA NUMERO DUE | Amleto: letto, libri

 

"Cosa leggi signore?

Parole, parole, parole."

 

SITE-SPECIFIC | POSSIBILITÀ SCENICHE DEI LUOGHI LIMINALI

Amleto è un dramma chiuso, tutto avviene all’interno delle mura di Elsinore, tutto si sviluppa, nasce, cresce e muore lì: crudeltà, dolcezza, smarrimento, pazzia, amore, viltà, filosofia. Tutto avviene in quelle stanze, che sono al tempo stesso tombe e testimoni di ciò che accade. Costante c'è la presenza di occhi e orecchie che assistono: tutti sono spie e tutti sono spiati. Dunque, pur essendo così chiuso, il luogo del dramma è privo di confini, di porte (un elemento simbolo del testo è il drappo/arazzo, una non-porta che permette il nascondiglio silente). Le nostre città celano moltissimi di questi luoghi/non luoghi: edifici abbandonati e in disuso, ex fabbriche e ospedali, chiese chiuse al culto, strutture fantasma, labirintiche, private ma al contempo spoglie di ogni privatezza. Non solo luoghi abbandonati, ma anche spazi civici vivi nel senso comune del termine, eppure immersi in un alone di mistero e atemporalità: biblioteche cittadine in cui ogni parola è un sussurro, un segreto, ogni sguardo è di troppo, uno svelamento, un “delitto” che si compie. Lo studio sull'Amleto si traduce così in un progetto site-specific, traducibile in luoghi precisi di diverse città, in diverse regioni italiane, spazi dalla capacità evocativa e deformante.

STANZA NUMERO UNO | Polonio: marionetta, video

 

"Puoi regalare, a tutti, le tue orecchie, non la voce"

 

La prima suggestione è arrivata dagli spazi al secondo piano delll’Ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Napoli, con i suoi lunghi corridoi e le stanze strette, celle singole o collettive, che rimandano architettonicamente ad una versione concreta del lavoro ideale di Escher, nel contrasto tra spazio vertiginoso, chiuso e isolato e la mancanza di riservatezza. L'intera struttura appare nella sua trasparenza, quasi sezionata; tutte le stanze, i bagni, i corridoi, sono blindati da porte, lucchetti e catene, ma sono tutti sempre “accessibili” alla vista tramite feritoie e piccole finestre. Vediamo queste camere abitate dai personaggi del dramma, abitati a loro volta dalle installazioni visive; la geografia visiva si integra coi luoghi, li rende autonomi nel racconto, anche in assenza di attori, così che gli spettatori possano attraversarli soffermandosi in una singola stanza o seguendo il percorso teatrale installativo. Anche i corridoi e le scale inaccessibili al pubblico costituiscono scorci visivi allestiti da luci, oggetti, immagini. Ogni stanza porta ad un personaggio, ad una scena dello spettacolo, focus e visione immaginifica del percorso del protagonista, come un filo che si srotola a ogni passo.

 

Ideazione e regia di Adriana Follieri 

 

Estratto video del primo studio:

https://youtu.be/SJgT1R9lGpI


CREATORI DI VISIONI

CREATORI DI VISIONI | Wanderlust
Laboratori intensivi di TEATRO e FOTOGRAFIA sul desiderio
a cura di Adriana Follieri e Davide Scognamiglio
trainer Fiorenzo Madonna 


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MANOVALANZA | TEATRO e FORMAZIONE | Laboratorio teorico/pratico per formatori teatrali

MANOVALANZA

TEATRO e FORMAZIONE | Laboratorio teorico/pratico per formatori teatrali

a cura di Adriana Follieri | MANOVALANZA | attrice, regista, formatrice teatrale

 

Con questo percorso ci proponiamo di aprire lo studio della scena e delle pratiche teatrali ad una nuova prospettiva, che parta dalla conoscenza di sé e si sviluppi in buone prassi di accoglienza dell’altro e di guida dei singoli e dei gruppi. Se l’attore e il regista si occupano principalmente di formare se stessi nella direzione della performance, qui lavoreremo con sguardo ancora più aperto e condiviso, per formare e allenare buoni conduttori, ideatori e realizzatori di progetti teatrali.

Il laboratorio teorico/pratico per formatori teatrali si rivolge dunque ad attori, registi, drammaturghi, danzatori, musicisti, docenti, formatori e operatori teatrali, curatori d’arte, produttori, studiosi, e a tutte le persone che attraverso l’incontro con il teatro hanno sviluppato la propensione alla condivisione dei saperi e delle esperienze.

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BANDO TEATRO #LabAttoriMANOVALANZA

BANDO TEATRO #LabAttoriMANOVALANZA 2017/18

Bando per una borsa a sostegno della formazione artistica 

per il laboratorio teatrale stabile rivolto ad allievi attori 

a cura di Adriana Follieri | MANOVALANZA

in collaborazione con Fiorenzo Madonna

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TEATRO | Laboratorio stabile di formazione per attori

Formazione stabile per allievi attori anno accademico 2017|18
a cura di Adriana Follieri in collaborazione con Fiorenzo Madonna