#Foodistribution | un progetto di Manovalanza a cura di Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì

#Foodistribution è un progetto residenziale di ricerca scientifica e artistica che mette in relazione l’analisi del processo di gentrificazione di piccole e grandi comunità con l’illuminotecnica e il disegno luci e dunque la fotografia e il teatro. Il progetto parte dalla necessità di sottolineare delicatamente il cambiamento; da qui la scelta di un luogo che stia vivendo un momento di passaggio, così da poterne indagare ed evidenziare attraverso una chiave di lettura artistica i passaggi storici, economici, politici e sociali. Attraverso residenze artistiche e laboratori di studio e formazione sul luogo, è possibile intraprendere e sviluppare il lavoro di relazione e conoscenza di abitudini e dinamiche sociali, nonché lo studio antropologico necessario alla realizzazione di un progetto di illuminazione site-specific di una parte di città (strade, vicoli, piazze dei centri abitati) in relazione e collaborazione con i suoi abitanti. Nelle sue prime quattro edizioni il progetto #Foodistribution ha attraversato i territori del centro storico e della periferia est di Napoli, realizzando in coproduzione con la Fondazione Campania dei Festival eventi partecipati, aprendo al pubblico la ricerca con la presentazione del disegno luci urbano e di spettacoli teatrali con artisti e abitanti.

La Prima edizione 2018 | #Foodistribution Della guerra e del turismo | Vico dei Maiorani, Napoli

#Foodistribution Disegno luci urbano in Vico dei Maiorani, Napoli

“Foodistribution | della guerra e del turismo” La gentrificazione turistica che attraversa la città ha portato alla nostra attenzione l’eco assunta dalla parola “food” negli ultimi 60 anni, passando dall’essere un’inconcepibile parola scritta all’esterno dello spaccio americano di distribuzione alimentare in Piazza del Plebiscito nell’immediato dopoguerra, per diventare nel primo ventennio del 2000 la parola chiave per l’accesso al mercato turistico; da qui nel 2018 nasce “#Foodistribution della guerra e del turismo | dove il piano Marshall sembra non essere arrivato”.

“Un vicolo stretto e lungo nel centro storico di Napoli, due sedie poste dall’altro lato della strada per spettatori curiosi lo trasformano in scenografia residuale di una città che rischia di perdere il suo animo antico per trasformarsi in quinta offerta ad un turismo omologante che ne cancella l’animo per trasformarla in oggetto di consumo. Il progetto speciale “Foodistribution / della guerra e del turismo” che Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì propongono per il Napoli Teatro Festival Italia è provocazione e poetico allarme, è seduzione e stupore, è coinvolgimento per abitanti e spettatori cui il linguaggio della luce fa scoprire frammenti, persone, gesti. I turisti vi gettano uno sguardo distratto, i napoletani nemmeno lo vedono, antico com’è e popolato da donne che s’industriano a vivere. Alla sera, per i giorni del Festival, il vicolo s’illumina e diviene luogo fantastico. Nella sua concretezza sociale, ambientale, culturale, architettonica, le luci azzurre, gli specchi segreti, le lampade schermate poste nelle case, sui balconi, negli androni, lungo tutto il tragitto di pochi metri in salita, lo rendono inconcreto spazio in cui gli abitanti, complici dell’evento proposto, muovono i gesti della loro quotidianità fatta spettacolo. Nulla è mutato tranne la luce. Al viandante-spettatore la sorpresa di scoprire qualcosa di inatteso.” Recensione di “Foodistribution / della guerra e del turismo” – Giulio Baffi – La Repubblica del 4/7/18

La riflessione dunque ha avuto come oggetto la gentrificazione urbana, individuando in Vico Maiorani un bastione di resistenza civica, un abisso di piperno vesuviano e tufo che, da luogo di sviluppo della criminalità, è passato ad essere museo vivente, esotico passaggio per i più coraggiosi, animato per la maggior parte da donne. L’abisso, è questa l’immagine del nostro lavoro; l’abisso urbano come profondità da esplorare nella sua lenta mutevolezza e al contempo nella sua endocrina vivacità. Un percorso di illuminazione delicato, fatto di tagli di luce e di riflessi di specchi opportunamente collocati, a dare così risalto sia alla visione d’insieme, sia al dettaglio, offerto allo sguardo ravvicinato, è la base del disegno luci urbano elaborato dal gruppo di ricerca guidato da Davide Scognamiglio: un abisso in cui coinvolgere gli abitanti nella loro quotidianità, nell’uscita dal controluce ambra di un portone e fino ad entrare nel taglio di luce blu che bagna la strada, generando così una visione cinica tra due uomini, entrambi spettatori l’uno dell’altro, allo stesso modo in cui la cultura locale si trasforma in stereotipo per il turismo e viceversa.

L’articolato progetto #Foodistribution |della guerra e del turismo”, spinto dalla necessità di un nuovo sguardo attento e delicato su chi siamo, uomo che guarda l’altro uomo come un orizzonte, come un panorama, comunità che si restituisce a sé stessa, si compone di momenti diversi e specifici uniti dal lavoro di disegno luci urbano: radici, laboratorio, costruzione.

RADICI è il momento fondante dell’intero progetto, durante il quale la direzione artistica insieme ad un responsabile tecnico sviluppa la prima fase di studio e ricerca in residenza nel luogo designato, incontrando e dialogando con le istituzioni, individuando la tematica-guida, quindi procedendo alla progettazione del disegno luci e al relativo problem solving tecnico.

LABORATORIO è il momento condiviso di riflessione, indagine, ricerca e studio sul campo rivolta a giovani artisti: fotografi, video maker, direttori della fotografia, architetti, studiosi di geopolitica, sociologia e antropologia culturale. Il laboratorio è condotto da maestri e artisti di chiara fama nel campo della fotografia, illuminotecnica, direzione della fotografia, geografia politica, architettura, sociologia e antropologia culturale.

COSTRUZIONE è il momento di realizzazione del disegno luci urbano, in relazione e collaborazione con le istituzioni, gli allievi e le allieve partecipanti ai laboratori, i maestri, gli artisti e gli abitanti del luogo designato. Al termine dell’installazione del disegno luci si prepara l’inaugurazione del luogo illuminato, in collaborazione con gli abitanti coinvolti, attraverso un momento di festa e di apertura all’intera comunità dei cittadini e dei visitatori.

NOTE TECNICHE della Prima edizione 2018 | Napoli – Centro storico – Vico dei Maiorani – “Foodistribution | della guerra e del turismo”: Percorso illuminato circa 200 m.| larghezza variabile dai 4m ai 2,5m.| KW totali 6. Supporto dell’amministrazione comunale atto a modificare temporaneamente l’illuminazione pubblica. Uniformità delle lampade al sodio. Bandieramento delle fonti luminose. Supporto degli abitanti per l’alloggio dei fari, fornitura di corrente, modifica temporanea dell’illuminazione privata. Strutture coinvolte: 10 balconi,16 palazzi, 4 abitazioni, 2 servizi commerciali. Dotazione e realizzazione tecnica: cablaggio aereo in serie con prolunghe da 16a, 16 pc fresnel led, Lupo erogazione 1000w (balconi), 8 par led (androni e abitazioni private), gelatine lee per le abitazioni private e per gli androni, 30 specchi circolari con braccetto flessibile, 1 lampadario domestico a tre bracci.

RASSEGNA STAMPA e link di approfondimento alla prima edizione:

  • doppiozero

http://www.doppiozero.com/materiali/napoli-teatro-festivalhttp://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/07/04/news/il_teatro_in_un_vicolo_per_ritrovare_l_anima_della_citta_antica-200827947/

  • La Repubblica

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/06/24/food-distribution-le-foto-della-meravigliaNapoli16.html

  • La Repubblica

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/07/04/news/il_teatro_in_un_vicolo_per_ritrovare_l_anima_della_citta_antica-200827947/

  • Documentario #NTFI18 – #Foodistribution DELLA GUERRA E DEL TURISMO dal minuto 19:39

https://campaniateatrofestival.it/spettacolo/food-distribution/

CREDITI: Direzione artistica: Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì. Area scientifica: prof. Rosario Sommella. Referente tecnico: Sebastiano Cautiero. Organizzazione: Benedetta Parenti. Un progetto di Manovalanza. I maestri della prima edizione del laboratorio #Foodistribution | Della guerra e del turismo: Daniele Ciprì – Pasquale Mari – Giuseppe Lanci – Bianca Parenti – Rosario Sommella.





La Seconda edizione 2019 | #Foodistribution AMNISTIA Napoli – Ponticelli – Rione de Gasperi

#Foodistribution | AMNISTIA

Dopo la sua prima edizione, #Foodistribution è già visibilmente un progetto modello, dunque esportabile, avendo come obiettivo realtà (urbane e non) in fase di cambiamento. Lasciando auspicabilmente aperta la possibilità di un dialogo con la direzione artistica del Napoli Teatro Festival Italia partner e coproduttore del progetto, in merito a luoghi e contesti dove realizzare il progetto, Manovalanza avanza una nuova proposta geopolitica e artistica, aggiungendo al laboratorio sulla luce un laboratorio teatrale, proponendo un lavoro di integrazione e collaborazione culturale e artistica, per dare vita ad una performance finale che veda gli abitanti coinvolti in prima persona.

IL CONTESTO Napoli, Ponticelli, Periferia est. Concepito dai fondi del piano Marshall, il Rione de Gasperi fu una delle tante opere di mediazione urbana che la Democrazia Cristiana fece negli anni ’50: una struttura urbanistica con un unico accesso, circondata da mura alte e spesse, per marcare il fiore all’occhiello dell’edilizia del partito al governo in quegli anni, il rione conteneva (almeno sulla carta) al suo interno ogni elemento di indipendenza urbana: dalla chiesa all’ufficio postale, alle scuole, ai negozi. Le abitazioni erano destinate all’assegnazione pubblica. Ben presto e facilmente prese il sopravvento una gestione camorristica del rione, che ne sfruttava le caratteristiche architettoniche: negli anni ’80 e ’90 fino al primo decennio del 2000, il clan Sarno ne ha fatto il suo quartier generale per estendere il suo potere in tutta Europa grazie ad un “fortino” di affiliati e indiretti che contava circa 6000 uomini; è verso la fine del 2010 che il clan reggente viene annientato da pentimenti e retate, lasciando un’ampia scia di persone da esso “assistite” a confrontarsi per la prima volta con la legge dello stato, con i doveri e i diritti, con la vita di nuove generazioni nate e in via di crescita, forse senza conoscere l’illegalità, ma riconoscendo il volto peggiore della legalità.

Da qui si parte per iniziare a trasferire gli aventi diritto all’assegnazione di nuovi alloggi popolari, costruiti proprio di fronte al rione De Gasperi. Ma come vuole la legge (decreto Lupi del 2014), affiliati e occupanti non hanno diritto ai nuovi alloggi e dunque palazzi interi, murati dopo i primi trasferimenti, restano con una finestra illuminata, forse due. E così chi guarda da giù, può sapere senza chiedere che l’abitante di quella casa la cui luce accesa si vede dalla finestra è un occupante o un ex affiliato, conosce il nome che ha.

RADICI In questo contesto di orizzonti edili nasce #Amnistia, una ricerca fotografica di ritratti fatti a chi resta, a chi non ha diritto, a torto o ragione che sia. Com’è nella natura di Manovalanza, le discipline si intrecciano per dare vita ad un progetto che unisce teatro, disegno luci e fotografia cinematografica, lavorando in relazione costante con gli abitanti: una ricerca sul vuoto, sia esso esistenziale, istituzionale o di semplice mancanza, in un territorio dove il pieno è stato per troppo tempo affidato a pratiche illegali di sussistenza, e dove il concetto di giustizia e quello di legalità evidenziano le malformazioni congenite proprie di ogni essere umano, figlio o madre che sia. Il disegno luci urbano in questo caso dialoga con il teatro e la ripresa cinematografica per per dare vita ad un evento aperto al pubblico, in cui immagini e dialoghi del quotidiano cedono il passo alla drammaturgia poetica animata da quegli stessi abitanti, ora in contatto con altre storie liminali e simbolicamente aderenti alla propria, in un allestimento site-specific de Il giardino dei ciliegi, che è il rione stesso.

le prove di #Foodistribution AMNISTIA al Rione De Gasperi, Ponticelli, Napoli

LABORATORIO #Foodistribution | AMNISTIA si propone come una riflessione a carattere multidisciplinare sull’evoluzione dei luoghi e del significato a essi attribuito, ché occorre concedersi lo spazio e il tempo dell’antica condivisione rituale, oltre le tecniche e i generi, per riscoprire l’arte della relazione, fino alla sua traduzione in teatro. Il progetto prevede pertanto, nella sua fase di LABORATORIO, due percorsi di formazione artistica separati ma complementari, sulla LUCE e sul TEATRO, rivolti a fotografi e light designer insieme ad attori, cantanti, musicisti e danzatori, in dialogo tra loro e con gli abitanti del Rione De Gasperi (Ponticelli, Napoli). Il processo di ricerca sul campo, formazione e confronto artistico culminerà con la realizzazione dello spettacolo site-specific #Amnistia, per la drammaturgia e regia di Adriana Follieri e il disegno luci di Ciprì e Scognamiglio. Si tratterà, nel caso di AMNISTIA, di comporre uno spettacolo proprio a partire dalla compagine di attori, attrici e abitanti selezionati per il laboratorio teatrale: la scelta dei partecipanti professionisti incontrerà la vita del Rione, e la scrittura scenica andrà inglobando le presenze impreviste, traducendosi così in una drammaturgia per oltre 40 elementi, ispirata a Il giardino dei ciliegi di Čechov, con protagonista l’attore e performer giapponese Kazuki Jingu, e l’orchestrina con pianoforte, violoncello, flauto traverso e soprano lirico.

COSTRUZIONE C’è bisogno di un’amnistia. Un’amnistia da non chiedere altrove, alla legge o alle Camere della Repubblica, ma un’amnistia da imporre a sé stessi, un’amnistia del giudizio, un’amnistia negli sguardi. Laddove sembra instaurarsi uno stato di natura “cementizia”, con gli animi predisposti allo spavento e alla consolazione, con la leggerezza e la malinconia di una vecchia tenda di cotone consunto dal sole, le memorie personali e collettive quanto quelle iconiche e cinematografiche, sovrapponendosi alla geografia urbana, traducono un quartiere difficile in poetico e onirico set, aprendo nuove possibilità allo sguardo, diventando forse isola di fertilità in un rapporto umano uno ad uno, al di sopra della legge, al di sopra della civiltà, sotto le stelle, al di sopra della casa non ancora murata. (Dalle note di regia di Adriana Follieri e Davide Scognamiglio).

NOTE TECNICHE della Seconda edizione 2019 | Napoli – Ponticelli – Rione De Gasperi | “AMNISTIA”: Spazio illuminato circa circa 300 mq.| KW totali 16. Supporto dell’amministrazione comunale atto a modificare temporaneamente l’illuminazionepubblica.Sospensione momentanea dell’illuminazione pubblica. Supporto degli abitantiper l’alloggio dei fari. Strutture coinvolte: 4 edifici, 1 piazza, 2 attività commerciali, 1 spazio adibito a sede di laboratorio. Dotazione e realizzazione tecnica: cablaggio aereo in serie con prolunghe da 16°, allestimento sui tetti degli edifici con segnale DMX, 12 DTS WanderWash, 10 DTS Evo, 4 Sagomatori ETC 36°, console Spark. Audio: 6 microfoni ad archetto shure, amplificazione audio.

RASSEGNA STAMPA e link di approfondimento alla seconda edizione:

https://campaniateatrofestival.it/spettacolo/foodistribution-amnistia/

  • Corriere del Mezzogiorno

https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/spettacoli/19_giugno_29/foodistribution-teatro-festival-coinvolge-rione-de-gasperi-78038f98-9a6d-11e9-89cc-459a3cf411db.shtml

  • La Repubblica

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/06/28/news/napoli_teatro_festival_a_ponticelli_lo_spettacolo_amnistia_-229887262/

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/06/30/news/napoli_teatro_festival_stasera_amnistia_a_ponticelli-230005563/?ref=search

  • Il Mattino

https://www.ilmattino.it/napolismart/teatro/amnistia_spettacolo_davide_scognamiglio_rione_de_gasperi_napoli_teatro_festival-4586633.html

https://www.ilmattino.it/napoli/citta/la_periferia_scena_napoli_teatro_festival_al_rione_de_gasperi-4588395.html

  • Napoli Click

http://www.napoliclick.it/portal/il-click/8652-amnestia,-al-rione-de-gasperi-luce-e-teatro-per-parlare-di-trasformazione-urbana.html

  • Mezzogiorno.it

http://www.ilmezzogiorno.info/2019/06/25/al-ntfi-foodistribution-amnistia/

  • Radio Siani

http://www.radiosiani.com/news/cultura/item/16274-radio-siani-al-ntfi-le-interviste-del-26-giugno.html?fbclid=IwAR2uuP5zFkDHuwOSTSQSCjWZtsSl9R8wE-JZHL8a-bwMxwat7WKqhvzGyD0

  • Cronache della Campania

https://www.cronachedellacampania.it/2019/06/domenica-30-giugno-al-napoli-teatro-festival-italia-il-programma-della-giornata/

  • Msn

https://www.msn.com/it-it/notizie/napoli/napoli-teatro-festival-a-ponticelli-lo-spettacolo-%E2%80%9Camnistia%E2%80%9D/ar-AADzCsq

  • Napoli magazine

https://www.napolimagazine.com/cultura-gossip/articolo/napoli-teatro-festival-italia-il-programma-di-domenica-30-giugno

  • Neapolitan
  • All Events

https://allevents.in/napoli/amnistia-%7C-spettacolo-urbano-teatrale-per-foodistribution/200017540021009

  • Documentario #NTFI19 – #Foodistribution AMNISTIA dal minuto 58:48

CREDITI: Direzione artistica: Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì – Regia e drammaturgia: Adriana Follieri – Area scientifica: Prof. Rosario Sommella – Referente Tecnico: Sebastiano Cautiero – Organizzazione: Benedetta Parenti – Documentazione Video e Foto: Tommaso Vitiello. Un progetto di Manovalanza. Personale artistico coinvolto nello spettacolo: 14 attori, 29 abitanti, 5 musicisti. I maestri del laboratorio #foodistribution | Amnistia: Rosario Sommella – Giuseppe Lanci – Francesca Amitrano – Gian Maria Tosatti – Emanuele Perelli – Davide Scognamiglio – Adriana Follieri.





La Terza edizione 2020 | #Foodistribution EDEN | Quando eravamo edera | Napoli – Ponticelli – Rione de Gasperi / Teatro Bellini

Lascia il tuo cuore scoppiare finalmente, cedi, gemma, cedi. Lo spirito della fioritura s’è abbattuto su di te. Puoi rimanere ancora bocciolo? ” Rabindranath Tagore

RADICI L’eco di queste parole dilaga nel tempo, giungendo come una feroce richiesta di restare, stare. Il rione De Gasperi vive una primavera di energie, esigenze disperate, quindi appagate; in un contesto dove le azioni sono pervase di una disarmante semplicità, esigenza/azione, la posta in gioco è ancora più alta, intima e necessaria, e allora bisogna chiedere, aprire la mano per dare e per prendere, con la stessa sensibilità, la stessa tensione verso l’impossibile, di stanza in stanza, di nuova dolentissima distanza, capace di portare l’inaudito all’olfatto, ombre prima non esistenti, colori ormai lontani, cure. La piazza trasloca, di giorno in giorno, deposita i suoi carichi di valigie e di bisogni, edifica soluzioni là dove pareva esserci solo dimenticanza. In questo nuovo luogo stratificato, che adesso forse è una piazza, o la casa, o un teatro i cui confini si sono sgretolati, la tellurica comunità degli uomini e delle donne, creature meravigliose e temibili bestie, si lascia guardare in un tempo sospeso, svelando un fare antichissimo, raccontando discretamente la sua pratica di quotidiano edificare, prendersi cura, in un rituale di rinascita e benedizione. Da chi se ne lava le mani, da quell’acqua sporca e indifferente, dal rivolo costante nasce ora un giardino rigogliosissimo, giungla e giardino zen, contraddizione in termini del brulicare nostro, che talvolta sa sollevarsi a cercare, tentando di conoscere ciò che non sa. Un popolo in operosa attività si guarda fumare una sigaretta al balcone. Dalla finestra accanto si schiude il guscio di mattoni rossi, le macerie cadono, un raggio di luce che entra in casa fa da sponda all’esigenza primordiale dell’avere: non è forse questo che accadde nell’Eden? Come si può pensare di svuotarlo, se siamo piante rampicanti di noi stessi?  (Dalle note di regia di Adriana Follieri e Davide Scognamiglio)

Il rione de Gasperi, costruito con i finanziamenti del piano Marshall e destinato ad un’edilizia pubblica e popolare, fu concepito per contenere al suo interno tutti i principali servizi necessari alla vita quotidiana. Dopo l’occupazione trentennale da parte del clan camorristico che ha tenuto sotto controllo la vita del rione e dei suoi abitanti, dopo la caduta di quel clan e la costituzione di un nuovo seppur precario equilibrio, viene decretato l’abbattimento del 40% dei suoi edifici, prospettiva presente da alcuni anni, seppur non ancora attuata; così tutti gli abitanti irregolari si ritrovano ad avere un orizzonte di vita corto ed estremamente limitato, la totale assenza di progettualità, un quotidiano che va avanti tra le abitudini e l’incertezza dell’abbattimento, senza una reale prospettiva di accedere all’assegnazione delle nuove abitazioni popolari. Basti pensare che la società dell’acqua pubblica ABC da diversi anni non opera la manutenzione, né fa interventi straordinari, in quanto l’area risulta essere vuota.

Mentre fuori il mondo si ferma, il Rione De Gasperi vive una primavera di energie, esigenze disperate, quindi appagate. La piazza trasloca, di giorno in giorno, deposita i suoi carichi di valigie e di bisogni, edifica soluzioni laddove pareva esserci solo dimenticanza. In questo luogo stratificato, la tellurica comunità degli uomini e delle donne, creature meravigliose e temibili bestie, si lascia guardare in un tempo sospeso, svelando un fare antichissimo, raccontando discretamente la sua pratica di quotidiano edificare, prendersi cura, in un rituale di rinascita e benedizione.

LABORATORIO Dirette dalla regista Adriana Follieri, in forma residenziale e per oltre un mese, si sono tenute le prove all’aperto tra le palazzine del Rione De Gasperi: attori ed abitanti in uno spazio ritrovato, accompagnati dalla nascita del paesaggio sonoro di Pasquale Termini e Francesca Diletta Iavarone. Il Rione De Gasperi è ancora attivo, proseguendo il percorso di formazione, ricerca e creazione artistica iniziato lì nel 2019, che si estende adesso anche ad Amadou Corka Jallow, Aliou Aboubakari e Davide Paciolla, rispettivamente i due giovani attori africani coinvolti nelle precedenti produzioni teatrali di Manovalanza, e l’attore e cantante napoletano naturalizzatosi a Roma, insieme alle donne e ai bambini del rione, secondo un naturale processo di fusione e sviluppo della ricerca condivisa sul territorio e della relazione tra gli artisti che animano #Foodistribution, guidati dalla direzione artistica di Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì .

#Foodistribution EDEN al Teatro Bellini di Napoli

#Foodistribution, progetto di ricerca scientifica e artistica che mette in relazione l’analisi del processo abitativo con il teatro, la fotografia e l’illuminazione è giunto ormai alla terza edizione. Così lo spettacolo EDEN, presentato nel settembre 2020 al Teatro Bellini, in occasione del Napoli Teatro Festival, è solo un nuovo prezioso tassello di una grande tela che si origina e cresce nel territorio e con la comunità che lo abita; persino la costruzione degli elementi di scena a cura di Emanuele Perelli è avvenuta al centro del Rione De Gasperi. Cala la sera al Rione e le prove continuano, lo spazio e il tempo del progetto artistico sono tutt’uno con lo spazio urbano; dove l’illuminazione dell’edilizia popolare non arriva, c’è nuovamente Davide Scognamiglio che cura anche il disegno luci. L’insieme di queste complessità, di questi intrecci è di fatto l’Eden. “Ho immaginato gli esseri umani come piante rampicanti. Il sottotitolo Quando eravamo edera deriva da questo, da questa visione di umani che prendono naturalmente possesso dello spazio di cui hanno bisogno. Senza filtri, senza intermediazioni, con una brutalità ricca di dolcezza che si eleva verso l’alto. Una forma di poesia inaspettata, come spesso si manifestano le piante” così Adriana Follieri racconta la declinazione di questa edizione di #Foodistribution.

COSTRUZIONE Nel tempo orribile della pandemia, il lavoro si porta avanti con la cura e le attenzioni estreme e indispensabili; così l’apertura al pubblico, immaginata in quel vivace quadrilatero di palazzine murate, si sposta: lo spettacolo stesso viene traslocato, trasportato dalla piazza dove affacciano le palazzine, al Teatro Bellini, attraverso i corpi degli abitanti e delle attrici e attori che insieme calpestano un palco nuovo, mantenendo una distanza imposta, stato di necessità ma anche possibilità, occasione di tradurre in azione e relazione un nuovo sguardo sulla prossemica. 

RASSEGNA STAMPA e link di approfondimento alla terza edizione:

https://campaniateatrofestival.it/spettacolo/foodistribution-eden/

  • Documentario #NTFI20 – #Foodistribution EDEN dal minuto 1:09:00

CREDITI: Direzione artistica: Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì – Regia e drammaturgia: Adriana Follieri – Area scientifica: Prof. Rosario Sommella – Referente Tecnico: Sebastiano Cautiero – Organizzazione: Velia Basso e Benedetta Parenti – Documentazione Video e Foto: Tommaso Vitiello. Un progetto di Manovalanza. Con Angela Abate, Aliou Aboubakari, Carmela Barone, Immacolata Bisaccia, Amadou Corka Jallow, Federica Di Gianni, Caterina Modafferi, Salvatore La Rocca, Davide Paciolla, Gioia Antonia Terrano. – Musiche di e con: Pasquale Termini e Francesca Diletta Iavarone.





La Quarta edizione 2021 | LINGUE DI CANE Waiting for #Foodistribution | Napoli – Ponticelli – Rione de Gasperi / Real Bosco di Capodimonte – Cisternone

LINGUE DI CANE | Waiting for #Foodistribution

Lo spettacolo LINGUE DI CANE | Waiting for #Foodistribution è la quarta tappa di #Foodistribution, progetto di ricerca scientifica e artistica di Manovalanza, ideato da Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì e con la consulenza scientifica del Prof. Rosario Sommella, che mette in relazione la gentrificazione di piccole e grandi comunità con teatro, fotografia e disegno luci. 

“Con #Foodistribution tracciamo un disegno che è anche direzione, nell’incontro con luoghi e comunità dilaniate e superstiti, capaci di risollevare memorie e provocare mutamenti.” 

#Foodistribution LINGUE DI CANE

Fulcro della ricerca da cui ha origine lo spettacolo, LINGUE DI CANE è una riflessione sulla fine della civiltà contadina, intesa non solo come la perdita, nei secoli, di abitudini e usanze tradizionali ma, soprattutto, come la fine di relazioni comunitarie e condivise. La brama di profitto e la capitalizzazione della società hanno contribuito a distruggere i legami nelle comunità che basavano la loro sopravvivenza sulla solidarietà e il sostegno reciproco. Così l’essere umano si è ritrovato sempre più isolato e senza riferimenti comunitari. Ispirato a “Zio Vanja” di Čechov, lo spettacolo LINGUE DI CANE è un omaggio all’ultimo baluardo di una civiltà contadina ormai quasi introvabile, come quei friarielli da cui il titolo prende il nome e che lasciano un prelibatissimo amaro in bocca. Il progetto Lingue di Cane / Waiting for #Foodistribution coinvolge artisti, attori, danzatori e musicisti professionisti, insieme ad abitanti del quartiere Ponticelli (periferia est di Napoli); nello specifico Manovalanza e #Foodistribution lavorano per questo spettacolo con alcune donne e bambini che abitano il Rione De Gasperi, un quartiere ad alto rischio di infiltrazione criminale, che per tutti i protagonisti coinvolti nel progetto è però diventato in questi anni un luogo di familiarità ed affetti sinceri, e soprattutto luogo di lavoro e ricerca artistica condivisa. 

le prove di #Foodistribution LINGUE DI CANE

Tutti gli attori coinvolti sono “attori geopolitici”, e la compagine scelta per mettere il scena quest’opera ispirata a Zio Vanja è da intendersi già come drammaturgia politica e poetica: Igor Shugaleev, performer bielorusso, così come Maria Caruso, Carmela Barone e Immacolata Bisaccia, insieme ai bambini Angela Abate e Salvatore La Rocca, tracciano le linee di un dialogo creativo che, attraverso la scrittura scenica e la regia, permette di assistere alla creazione di legami eterogenei, alla nascita della catena di un DNA che è la natura stessa del lavoro; l’attore geopolitico scrive e attua il proprio finale ideale, si scioglie nella collettività, nell’ascolto del territorio che preme per poter parlare. Aspettando, a voler ascoltare bene, dopo il rumore del motore di un’altra automobile sul ponte, non si sente altro che ciò che resta dell’umano silenzio. Nell’allestimento site specific per il Cisternone del Bosco di Capodimonte, a cura di Emanuele Perelli e illuminato da Davide Scognamiglio, e con la squadra di Fodistribution (Sebastiano Cautiero e Tommaso Vitiello) e valorizzato dalle atmosfere del paesaggio sonoro di Pasquale Termini e Francesca Diletta Iavarone, l’acqua si è ormai cristallizzata e non nutre più la sua terra: ghiaccio come pezzi di vetro che disegnano un confine, un campo minato tra sé e gli altri. Nella ricerca meticolosa di tracce residue e tuttora vitali di quei rituali comunitari propri delle civiltà contadine, attraverso il dialogo con il territorio rovente di una Napoli gentrificata ed esasperata, che assomiglia incredibilmente a quella terra russa che “deve essere venduta” per poter rendere di più, Lingue di cane dà forma ad un nuovo personaggio, eroe e antieroe, interpretato dall’attore e cantante Davide Paciolla, che assorbe in sé l’immaginario di tutti i personaggi dell’opera, antagonisti e artefici della grande solitudine a cui è destinato; questo personaggio ispirato a Vanja ma non più Vanja, in un abile gioco dialettico e attoriale, gioca i conflitti e la loro sintesi apparente, in una voce che esprime la rabbia atavica dei nostri territori dilaniati, l’umana impotente rabbia, e il coraggio che non ti aspetti. Questa rabbia, come punto limite del precipizio, ci espone, ci evapora, ci avvicina all’Eden, e ci prepara al volo, iperbole autodistruttiva illuminata a squarci dalla luce che passa tra i guardrail. 

RASSEGNA STAMPA e link di approfondimento alla quarta edizione:

https://campaniateatrofestival.it/spettacolo/lingue-di-cane/

https://campaniateatrofestival.it/rassegna-stampa/rassegna-stampa-05-07-21/#rassegna-5-luglio-2021/5





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